La coscienza di Giorgio

27 dicembre 2007

Natale

Filed under: Uncategorized — lacoscienzadigiorgio @ 11:37 am

Con il Natale tengo chiuso il bar e non ho tempo di scrivere qui, ma sto scrivendo sul quaderno, poi ricopio tutto. Tanti Auguri a tutti.

21 dicembre 2007

Nevrosi

Filed under: Uncategorized — lacoscienzadigiorgio @ 13:36 pm

Sono andato a guardare sul sito Wikipedia cosa sono le nevrosi che é il motivo per cui ho fatto il blog e non sapevo ancora cos’erano. C’é scritto: con il termine nevrosi si indica un insieme di disturbi psico-patologici, in genere scaturiti da un conflitto inconscio ansiogeno. Che per me é arabo. Su Wikipedia é comodo perché ci sono delle parole sottolineate che puoi andare a vedere direttamente schiacciando col mouse. Però non ho capito tutto anche della altre parole, mi sembra che queste nevrosi siano una roba per dirti che sei matto. Io non penso di essere matto e neanche troppo ansioso, allora ho chiesto al Roberto di spiegarmi un po’ cosa sono le nevrosi e mi ha detto che anche fumare o mangiarsi le unghie sono nevrosi a volte, che vuol dire che non sono matto, o siamo matti tutti. Gli ho chiesto anche se ha letto il blog, visto che lui lo sa che lo sto facendo visto che mi ha aiutato con l’iscrizione e compagnia e mi ha spiegato come funzionava, ma mi ha detto di no, che visto che deve rimanere un segreto non lo va a leggere. È un bravo ragazzo e mi vergogno un po’ a chiedergli tutte queste cose che io ho 55 anni e lui ne ha 32 e dovrebbe essere il contrario, lui mi chiede le cose e io rispondo. Il Roberto é laureato, ma non so che lavoro fa. Mi sembra strano che se ne stia qui nel paesino e vorrei chiedergli perché ma magari non sono fatti miei e allora non glielo chiedo. Qua di giovani non se ne vedono tanti. Adesso vanno tutti all’università e poi se ne vanno in città che il paese e troppo piccolo e non c’é niente e cosa ci stanno a fare. Come mia figlia che é andata a New York. Vorrei andare a trovarla magari, ma non so, alla mia età dove voglio andare che sono andato al massimo in Sicilia quando son partito militare. Ma tra un po’ é Natale e chiama e magari le dico che sto imparando l’inglese e chissà cosa mi dice.

20 dicembre 2007

Lezione di inglese

Filed under: Uncategorized — lacoscienzadigiorgio @ 12:28 pm

Ieri sera é venuto il Roberto per farmi un’altra lezione di Inglese. È proprio bravo quel ragazzo lì. Gli ho chiesto se mi fa imparare un po’ di parole, così per parlare con mia figlia che sta a New York, che tra un po’ é il compleanno di mia moglie e ci sentiamo. Mi ha detto che se mi imparo solo le parole senza sapere come funzionano, non imparo a parlare l’Inglese ma é come recitare le poesie a scuola, quando te le facevano imparare a memoria e magari non capivi cosa voleva dire ma le recitavi lo stesso e se la dicevi tutta ti davano un bel voto. Che infatti io non le capivo tanto le poesie, ma me le ricordo ancora, e gli ho detto San Martino, che la so tutta ma non ho mai capito tanto. E allora lui mi ha spiegato che era come se Carducci dipingeva un quadro ma invece dei colori usava le parole. Ho provato a pensarci bene e ha ragione, ci sono le immagini e anche i colori e se lo guardi tutto insieme viene anche un bel quadro secondo me, col mare, il cacciatore, il camino e compagnia. È anche meglio del quadro perché ti sembra di sentire anche i rumori e il profumo del vino, a pensarci. Il Roberto sarebbe piaciuto a mia madre, lei alle volte me le spiegava le poesie, ma io non avevo tanta voglia di studiare e non é che la ascoltavo tanto. È un peccato, che adesso mi piacerebbe ascoltarla ancora, mentre me le spiega e invece di pensare alle altre cose mi immagino i quadri che mi racconta.
E al Roberto ho chiesto cos’é che dovevo capire delle parole in Inglese, che se lui mi dice cosa vuol dire in Italiano mi sembra di capirle. E lui mi ha spiegato che non si può parlare un’altra lingua traducendo l’Italiano perché le regole sono diverse, e prima devo imparare le regole. E mi ha anche detto che sono molto diverse dall’Italiano. Perché dice che l’Italiano é come il progetto di una grande cattedrale, come san Pietro a Roma. E se si segue esattamente il progetto viene una cosa bellissima, se invece non le segui viene un disastro. E io un po’ pensavo al mio blog che mi sa che più che una cattedrale viene come uno sgabuzzino con gli attrezzi buttati dentro. Invece l’Inglese é diverso ed é più come il gioco delle costruzioni, che tu impari un po’ ad usare i pezzi che hai con le istruzioni e poi quando sei più bravo puoi cominciare a farti tu le tue costruzioni un po’ come vuoi, ma puoi usare solo i pezzi che si incastrano bene, se no viene un disastro anche lì. Io un po’ di pezzi ho già imparato a usarli, e mi sono anche studiato un po’ di verbi che mi ha dato lui. Ieri per farmi un esempio mi ha spiegato i verbi con le preposizioni e gli avverbi (e mi ha spiegato anche cos’erano le preposizioni e gli avverbi, che son cose che ho studiato quarant’anni fa e chi se le ricorda) che in Inglese si chiamano phrasal verbs (si legge frasal verbs). Sembra complicato, ma ci sono anche in Italiano: ad esempio c’é take away (teic euei) che vuol dire portare via, che é la stessa cosa, un verbo e un avverbio (o una preposizione adesso non mi ricordo) . Solo che in Inglese puoi scambiare i verbi e le preposizioni e puoi farne molti di più che in Italiano. Mi ha fatto degli esempi ma non me li ricordo ancora, devo studiarli un po’. Però non devo imparali a memoria ma capire come funzionano insieme il verbo e la preposizione e gli avverbi. La prossima volta il Roberto mi dice altri esempi che non so ancora, di take e di away con altri verbi, preposizioni e compagnia  e io gli devo dire secono me cosa vuol dire. Mi piace studiare così, magari se anche i miei professori me le spiegavano così le cose andavo avanti a studiare.
Poi il Roberto mi ha chiesto come andava col blog e se ci ero riuscito e io gli ho detto di sì, che anche se ci metto tanto a scrivere e se non so ancora come fare tante cose, me la cavo abbastanza bene. E gli ho detto quella cosa dello sgabuzzino con gli attrezzi e lui ha sorriso e mi ha detto che continuando ad allargare lo sgabuzzino forse non viene la cattedrale ma una chiesetta di campagna magari ci scappa. È un bravo ragazzo il Roberto. A volte mi chiedo cosa ci fa qui nel paesino, lui che ha studiato come mia figlia. Che lei qui non ci voleva stare perché non c’é niente e infatti é andata a New York. Magari se si conoscevano mia figlia non partiva. O forse partiva anche il Roberto.

19 dicembre 2007

I blog

Filed under: Uncategorized — lacoscienzadigiorgio @ 20:39 pm

Volevo aspettare domani a scrivere qualcosa, invece sono andato avanti a usare il computer e poi a scrivere le cose tutto il giorno. Tanto sono al bar e i clienti son sempre le stesse facce e fanno come a casa loro. A me piace così, é un po’ come avere sempre amici in casa. Anche a mio padre, pace all’anima sua, piaceva così e io non ho cambiato una virgola del bar, ho giusto messo la macchinetta del lotto e per ricaricare i telefonini e il televisore per le partite. Mi avevano proposto anche una di quelle macchinette mangia soldi col poker e compagnia, ma a me non piacciono quelle cose lì. Che poi la gente ci si rovina. Quando me l’avevano detto di mettere la macchinetta avevo fatto un giro in un altro bar che ce l’aveva per vedere un po’ come funzionava. C’era lì un ragazzo, avrà avuto venti o venticinque anni. Io lo guardavo mentre parlavo col proprietario del bar che é un mio amico. Noi lì a parlare dell’Inter e quello che giocava e parlava con a macchinetta che sembrava un matto. Ogni tanto l’Alfredo gli diceva di abbassare la voce. Poi dopo un’ora che ero lì, quello s’é messo a urlare e bestemmiare e l’Alfredo l’ha buttato fuori (Alfredo non é il suo nome vero). Io ho vissuto tutta la vita nel bar, che prima era di mio padre e adesso é mio, ma non ho mai visto buttar fuori nessuno. Neanche dall’Alfredo che é lì da quarant’anni. E al bar c’é sempre qualcuno che fa un po’ il matto, magari quando si gioca a scopa, uno esce male con un due e tutti a dargli dietro. Ma si é tra amici e poi la cosa finisce lì. A me questa cosa di dar dietro alla macchinetta mi spaventa, uno sembra matto davvero. E allora poi non l’ho messa.

Ecco, volevo scrivere solo un’introduzione e invece sono andato per le lunghe come al solito e ho ancora da riscrivere tutto quello che ho sul quaderno.

Oggi sono andato a vedere un po’ di cose su internet per capire un po’ di più come si fa coi blog. E allora ho scoperto che i blog hanno fatto dieci anni ieri l’altro. Che uno in America che si chiama Jorn Barger ha inventato la parola weblog che poi hanno accorciato con blog. Sono andato a cercare sul sito Wikipedia, che é come l’enciclopedia, ma é più comoda, gli scrivi la parola che cerchi e te la trova direttamente. Il nome del sito me l’ha detto il ragazzo che mi insegna l’inglese, che chiamerò Roberto, anche se non é il suo nome vero. Roberto mi ha trovato anche il computer. Mi ha detto che se andavo io a comprarlo magari me ne davano uno costoso che fa tante cose che non mi servono a niente. Invece lui é andato da un suo amico che vende i computer e ritira quelli vecchi, che magari non fanno tante cose, ma vanno bene per quelli come me, che non devono lavorarci ma usare solo un po’ Internet. Li ritira a quelli a cui vende un computer nuovo e gli fa lo sconto, poi lui sistema il computer vecchio e lo rivende a un prezzo basso. Un po’ come con le macchine.

Poi sono andato a vedere un po’ di altri blog per avere degli esempi. Ma mi sembra che alla fine sono un po’ tutti uguali. Tantissimi parlano di computer e allora non é che ci capisco molto e lascio stare. Tantissimi parlano di politica. È bello che ci siano tutti questi giovani che si interessano alla politica. Però si copiano un po’. Uno scrive una cosa su un blog, un’altro scrive che quello lì ha scritto quella cosa e poi un’altro scrive che quell’altro ha scritto che l’altro ha detto così eccetera eccetera. Tante volte mi sembra di sentire gli stessi discorsi che si fanno qui al bar, solo che invece che al bar con gli amici, li fanno con gente che magari non conoscono neanche e chissà dove stanno. E si danno ancora del fascista e comunista come si faceva quando andavo a scuola. Almeno su internet non si picchiano. Poi ho visto che ci sono anche i blog proprio dei politici. Che già dicono tutto quello che gli passa per la testa in tele, adesso anche su Internet. C’é uno che fa sempre la vittima in tele e fa lo stesso anche sul suo blog. Che poi la gente gli scrive i messaggi sul blog e lui fa ancora più la vittima, che sembra lì a dire “Ecco, mi rovinate il blog”. Ad esempio una volta ha scritto uno strafalcione e nei messaggi gli hanno detto “Non sai neanche l’Italiano” e lui invece di correggere l’errore (che l’ho capito anch’io come si fa a correggere sul blog), scrive un altro articolo per dire che quello é l’Italiano come si parla e che lui vuole fare un blog che tutti capiscono senza parlare difficile. Non c’é niente da fare, al politico non puoi mai dire che ha sbagliato, neanche per l’Italiano. Se sbagliano invece di correggere l’errore, correggono l’Italiano.

Adesso devo andare che mia moglie mi chiama per la cena, non ho fatto in tempo a scrivere tutto, devo esercitarmi un po’ a scrivere col computer sono troppo lento.

Non so come fare per mettere la pagina Benvenuti, per vederla bisongna schiacciare col mouse la scritta Benvenuti a destra, domani vedo di capire come si fa a metterla se no non si legge.

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